
Esclusivamente di Strumenti Musicali Storici a Pizzico
CHI SONO

Sono nato in Belgio, in una zona tra Bruges e Gand. Ho passato gran parte della mia giovinezza tra queste due città. L'arte, la storia e la musica facevano parte dell'ambiente in cui sono cresciuto e hanno avuto una certa influenza sul mio modo di vedere le cose. Ho iniziato la mia formazione frequentando una scuola d'arte a Bruges. Nel 1997 ho cominciato a studiare liuteria all'ILSA di Anversa. Ho concluso gli studi nel 2001 e, nello stesso anno, mi sono trasferito in Italia per proseguire la mia formazione nel restauro presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano. Nel 2003 ho iniziato a collaborare con il laboratorio di Federico Gabrielli. Nel 2008 ho aperto il mio laboratorio a Cremona.
All'inizio mi occupavo soprattutto di restauro e riparazione. Era il lavoro che avevo a disposizione e, allo stesso tempo, un modo per imparare: lavorare su strumenti diversi, osservare come erano fatti e cercare di capire perché fossero stati costruiti in un determinato modo. Per la costruzione, invece, non mi sentivo ancora pronto.
Avevo studiato gli strumenti storici, ma molti li conoscevo attraverso disegni, fotografie e documentazione. Mi mancava il contatto diretto con gli originali. Poi è arrivato il lavoro sul Galichon di Gregor Ferdinand Wenger, del 1714.
Era un restauro importante e, lavorandoci, mi sono reso conto di quante cose potevo osservare e comprendere soltanto avendo l'originale davanti. Un disegno può dare molte informazioni. Ma un originale ne dà altre. Da quel momento ho cominciato a cercare gli strumenti direttamente nei musei e nelle collezioni: viaggiare, osservare, misurare, fotografare, prendere appunti. Ho studiato e restaurato, tra gli altri, due mandore di Andreas Ferdinand Mayr, del 1730 e del 1774, una tiorba di Giovanni Tesler del 1622 e molti altri strumenti a pizzico del Settecento e dell'Ottocento. Il restauro mi ha dato la possibilità di osservare gli strumenti anche al loro interno e di comprendere come erano stati costruiti.
Ma a un certo punto ho capito che non bastava. Conoscere la costruzione non significava ancora comprendere il suono. Ho iniziato quindi a mettere in relazione ciò che osservavo negli strumenti con la musica per cui erano stati costruiti, il contesto storico e musicale, i materiali, le corde e le informazioni che potevo raccogliere durante il lavoro.
E poi ho cominciato a costruire. Ogni nuovo strumento rappresentava una possibilità per riprodurre alcune caratteristiche che avevo osservato, modificarne altre e ascoltare quali effetti producevano queste scelte. È stato soprattutto questo a farmi comprendere il rapporto tra costruzione e risposta dello strumento.
Massa e rigidità non sono soltanto concetti teorici. La loro distribuzione all'interno dello strumento influenza il modo in cui questo risponde.
A un certo punto ho iniziato a comprendere una cosa apparentemente semplice: cosa fa cosa, e dove fa dove.

Da quel momento ho cominciato ad ascoltare durante la costruzione con un'attenzione diversa. Non si trattava più soltanto di valutare se il suono fosse bello, ma di comprendere quale risposta acustica stessi ottenendo e quali scelte costruttive contribuissero a determinarla.

Nel frattempo ho continuato anche a insegnare. Dal 2016 sono professore a contratto presso l'Università degli Studi di Pavia, nel corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali – PFP6, Strumenti musicali, tecnici e scientifici. Sono inoltre docente presso CR.Forma di Cremona, nel corso per Tecnico del Restauro. Dal 2017 al 2023 ho insegnato anche presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano. L'insegnamento è diventato parte integrante del mio lavoro. Spiegare ad altri ciò che faccio mi porta a riflettere sulle mie conoscenze, a verificarne la comprensione e a rendere più consapevoli le scelte che compio durante il lavoro.
Oggi restauro, conservazione e costruzione sono per me parti dello stesso percorso.
Continuo a studiare gli strumenti storici, a intervenire sulla loro conservazione e a costruirne di nuovi.
Ogni strumento conferma alcune conoscenze, ne mette in discussione altre oppure apre nuove domande.
Non credo che questo tipo di ricerca abbia una fine precisa.
È semplicemente il modo in cui oggi lavoro.
PUBBLICAZIONI
Van de Kerckhove, Bob. “Defining an 18th century lute, the Mandora & Calichon: an organological study on the instruments of Gregor Ferdinand Wenger.” Philomusica on-line, vol. 22, no. 2 (2023).
DOI: 10.13132/1826-9001/22.2286
Van de Kerckhove, Bob, e Tiziano Rizzi. “Tecniche costruttive del guscio e ipotesi sulla conformazione originale.” In Note perdute. Il restauro del liuto di Vendelino Tieffenbrucker del Museo Nazionale degli strumenti musicali. Studi e restauro, edited by Sonia Martone and Massimiliano Guido, pp. 43–47. Rome: Gangemi Editore, 2024.