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COSTRUZIONE

Costruzione di un'interpretazione di un suono storicamente informato.

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La costruzione nasce dallo studio.

Prima di costruire una nuova proposta di modello, cerco di comprendere gli strumenti che ne definiscono l'uso e il contesto: quali materiali sono stati utilizzati, quali proporzioni hanno, quali modifiche hanno subito nel tempo e quale risposta sonora possono esprimere. Per questo, lo studio diretto degli originali è fondamentale nel mio lavoro. Un disegno può mostrare una forma, una misura può descrivere una proporzione, una fotografia può documentare un dettaglio. Ma l'originale permette di osservare anche ciò che non è stato registrato. Il modo in cui un materiale è stato lavorato, lo spessore reale di una tavola, la distribuzione delle masse e la rigidità della struttura, così come alcuni dettagli costruttivi nascosti, sono informazioni che si possono comprendere soprattutto attraverso l'osservazione diretta dello strumento. L'originale diventa così una fonte di informazioni.

Chitarre a cinque ordini da Giorgio Sellas, Venezia, 1639.

Due interpretazioni basate sullo stesso strumento storico, conservato in una collezione privata in Italia: una con fondo bombato, secondo la configurazione dell’originale, e una con fondo piatto, configurazione anch’essa documentata nella produzione storica della bottega Sellas.

Lunghezza vibrante: 69 cm. Accordatura: mi′ a La = 440 Hz. Corde in budello.

Dallo studio alla costruzione.

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Quando costruisco una nuova proposta di modello, cerco di comprendere le ragioni delle scelte costruttive che osservo, mettendole in relazione con il periodo, il luogo, i materiali, la musica per cui lo strumento è stato costruito e il modo in cui poteva essere utilizzato. È da questa relazione che nasce una scelta costruttiva. Per me, interpretare significa costruire una scelta attraverso l'osservazione, lo studio e la comprensione delle informazioni disponibili. Non tutte le condizioni che hanno contribuito alla costruzione e alla risposta di uno strumento storico possono essere conosciute o riprodotte oggi. Possiamo però studiare ciò che l'originale ci mostra, mettere in relazione queste informazioni con il contesto storico e musicale e, sulla base di ciò, prendere decisioni costruttive consapevoli.

Mandora a nove ordini da Gabriel David Buchstetter, Ratisbona, 1771.

La cassa armonica si basa sullo strumento originale conservato presso il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga (Inv. MI 47), con ulteriori informazioni ricavate da un’altra mandora di Buchstetter, datata 1769, appartenente a una collezione privata in Italia. La configurazione del manico e del cavigliere segue invece quella di una mandora di Johannes Balthasar Jauck, datata 1746, conservata presso il Musical Instruments Museum di Bruxelles (Inv. 0251).

Lunghezze vibranti: 71,5 cm / 86 cm. Accordatura: mi′ a La = 415 Hz. Corde in budello.

Costruire e ascoltare.

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La costruzione è anche il momento in cui queste decisioni prendono forma. Ogni strumento che costruisco mi permette di mettere in pratica qualcosa che ho osservato, modificare qualcos'altro e ascoltare cosa succede. È attraverso questa esperienza ripetuta che ho progressivamente compreso come le scelte costruttive influenzino la risposta dello strumento. Massa e rigidità sono due elementi fondamentali. Non conta soltanto quanto materiale c'è, ma dove si trova e come è distribuito. La stessa quantità di materiale, collocata in punti diversi, può produrre comportamenti diversi. Per questo, durante la costruzione, presto continuamente attenzione allo sviluppo della risposta dello strumento. Non si tratta soltanto di chiedermi se il suono è bello, ma di cercare di capire che cosa sta succedendo e perché. Capire quali elementi determinano una certa risposta e in quali punti della struttura.

Liuto a otto ordini da Giovanni Hieber, Venezia, ca. 1580.

Uno strumento di notevole semplicità costruttiva, ma realizzato con eleganza, probabilmente destinato principalmente all’uso musicale piuttosto che all’esposizione, conservato presso il Musical Instruments Museum di Bruxelles (Inv. 1561). Le proporzioni relativamente ampie della cassa armonica, rispetto ad altri modelli storici comunemente utilizzati per la stessa funzione musicale, lo rendono un riferimento particolarmente interessante per l’impiego previsto.

Lunghezza vibrante: 59 cm. Accordatura: sol′ a La = 440 Hz. Corde in Nylgut.

Storicamente informato.

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Per me, costruire uno strumento storicamente informato significa cercare di comprendere le condizioni che possono aver contribuito alla sua risposta sonora. Le informazioni storiche e costruttive sono il punto di partenza. La conoscenza dei materiali, delle tecniche costruttive e dell'acustica permette di mettere queste informazioni in relazione. La musica e il contesto aiutano a comprendere le ragioni delle scelte. Le corde, il modo in cui lo strumento è stato concepito per essere utilizzato e la sua risposta sonora sono parte di un unico sistema, nel quale i diversi elementi si influenzano reciprocamente e cambiano nel tempo. Per questo, il risultato non può che essere un'interpretazione. Posso costruire sulla base di ciò che oggi posso osservare, comprendere e mettere in relazione.

Mandora a otto corde singole da Johannes Balthasar Jauck, Graz, 1746.

Le mandore originali a nove ordini di questa tipologia sono estremamente rare. Sono noti due esemplari di Jauck: uno conservato presso il Musical Instruments Museum di Bruxelles (Inv. 0251) e un altro, databile intorno al 1750, appartenente a una collezione privata in Francia. È interessante osservare che quest’ultimo presenta esattamente lo stesso motivo geometrico della tripla rosetta della mandora di Gabriel David Buchstetter, datata 1771, conservata presso il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga (Inv. MI 47). La configurazione a otto corde singole fa riferimento a un successivo sviluppo storico, documentato da Simon Molitor nell’introduzione alla sua Sonate für Guitare allein (1806). Molitor menziona Herr Magistrath Jos. v. Fauner, a Vienna, il quale aveva abbandonato gli ordini doppi della mandora a favore delle corde singole, a causa delle difficoltà pratiche legate al loro utilizzo.

Lunghezza vibrante: 69,4 cm. Accordatura: mi′ a La = 440 Hz. Corde in Nylgut.

Una ricerca che continua.

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Ogni strumento che costruisco aggiunge qualcosa alla conoscenza che guida il successivo. A volte conferma una scelta, a volte la mette in discussione, a volte apre una domanda nuova. È questo continuo passaggio tra osservazione, studio, costruzione e ascolto a guidare oggi il mio lavoro. Non penso alla costruzione come a un processo che porta a una formula definitiva. La costruzione è un modo per continuare a comprendere gli strumenti, la loro costruzione e il loro suono.

Studiare per costruire. Costruire per comprendere.

Tiorba a quattordici ordini da Wendelin Tiefenbrucker, Padova, 1611.

Lo strumento originale, conservato presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna (Inv. C 47), fu probabilmente concepito come liuto basso e successivamente trasformato in tiorba. Secondo le interpretazioni moderne delle fonti storiche, l’accordatura rientrante della tiorba si sviluppò attraverso sperimentazioni condotte sui liuti bassi verso la fine del XVI secolo, inizialmente senza corde basse prolungate. Con la successiva aggiunta di una tratta lunga per ospitare corde nel registro grave, diversi liuti bassi preesistenti furono trasformati in tiorbe. Numerosi strumenti storici conservati nei musei testimoniano queste trasformazioni. Tali strumenti mantengono spesso le proporzioni relativamente ampie della cassa armonica, caratteristiche dei liuti bassi, rispetto agli strumenti originariamente concepiti come tiorbe. Queste proporzioni offrono caratteristiche acustiche particolarmente interessanti.

Lunghezze vibranti: 82 cm per i sette ordini tastati; 154 cm per i sette ordini bassi a vuoto. Accordatura: la a La = 440 Hz. Corde in budello.

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